Psicologia della percezione

Tesi di laurea, Luglio 1997: "Come vede una rete neurale"

You think you know when you learn, are more sure when you can write, even more when you can teach,but certain when you can program.

- Alan Perlis, Università di Yale.

PREMESSA

Il mio interesse per le reti neurali può essere fatto risalire ai primi corsi di anatomia e fisiologia del Sistema Nervoso. Capitava spesso di chiedermi, allora, se un giorno sarebbe stato possibile costruire un sistema artificiale in grado di riprodurre il comportamento di un agente intelligente, simulandone il sistema nervoso. Qualche anno più tardi, con mia grande sorpresa e disappunto, venni a conoscenza che quel mio segreto intendimento era stato fatto proprio da un folto gruppo di studiosi di una disciplina a cavallo fra l'intelligenza artificiale e le neuroscienze. Dopo un primo attimo di scoramento, mi resi reso conto ben presto che le reti neurali sarebbero state, per lo meno, l'oggetto della mia tesi. Questo per diverse ragioni. Prima di tutto, motivi caratteriali. Ho sempre amato "fare" più che leggere e studiare. Anzi, queste ultime attività le considero ancillari alla prima. Le reti neurali, come l'intelligenza artificiale in generale, mi hanno fornito uno strumento indispensabile per mettere un po' di carne attorno alle nude ossa dello studio universitario. Perché proprio le reti? A questa domanda si può rispondere per lo meno in due modi. In negativo: l'intelligenza artificiale classica ha numerosi pregi, ma fra questi non c'è quello della plausibilità biologica dei processi che propone. In positivo: le reti sono quanto di più simile al sistema nervoso biologico possa essere da me immaginato in questo momento. Questa tesi si propone di riprodurre alcune caratteristiche funzionali del sistema visivo dei mammiferi servendosi di una rete neurale artificiale. Quest'ultima sarà ovviamente semplificativa della sottostante realtà biologica: la simulazione di anche pochi neuroni presenta delle difficoltà tecniche e teoriche non trascurabili. Pertanto, chi legge questa tesi con la speranza di ritrovarvi tutte le strutture e le funzioni che ha appreso essere proprie del sistema visivo umano, rammenti la frase che lesse Dante all'entrata dell'Inferno. La tesi va invece vista come un primo tentativo, da parte di chi scrive, di implementare in una simulazione su calcolatore una parte delle conoscenze apprese sul funzionamento del sistema nervoso, sulla sua architettura e sul suo scopo adattivo. SCARICA PDF TESI 

Lezioni

Una serie di lezioni di Psicologia della Percezione. Lezione 1 - Lezione 2 -  Lezione 3 -  Lezione 4

Essay: leaky integrator

Esempio di essay su una semplice rete neurale: leaky integrator

Collaborators

I am the leader of the Neuromorphics Lab, a highly collaborative lab with connections across both academia and industry.